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DEPRESSIONE

Depressione

Cosa è la depressione

È un disturbo del tono dell’umore legato al complesso equilibrio dei mediatori chimici che trasmettono le informazioni all’interno della rete sinaptica neuronale, quali dopamina, serotonina, acetilcolina, adrenalina, noradrenalina ed endorfine, con funzioni specifiche eccitanti e deprimenti.

L’assetto generale delle matrici che producono questi ormoni risente innanzitutto dei fattori genetici. A questi si aggiungono le sollecitazioni esterne – ambientali e sociali – ed endogene, che possono progressivamente esaurire la funzionalità delle catene enzimatiche coinvolte nel metabolismo dei neurotrasmettitori, fino al manifestarsi della malattia nelle sue diverse forme e livelli di gravità.

Le diverse forme di depressione

Le depressioni minori, in particolare quelle cosiddette reattive, possono risolversi con l’eliminazione della causa scatenante, quando ciò sia possibile.

Quando invece il fattore scatenante non è eliminabile, diventa necessario individuare una strategia che consenta alla persona di accettare e metabolizzare mentalmente le conseguenze degli eventi che sottendono la sofferenza.

Comportamenti disfunzionali e circoli viziosi

Alcune persone, nel tentativo di alleviare il disagio, ricorrono a rimedi impropri, come l’abuso di alcol, il gioco d’azzardo o abitudini voluttuarie. In questi casi il disagio, anziché migliorare, tende ad aggravarsi, strutturandosi in un circolo vizioso dal quale diventa sempre più difficile uscire.

Sebbene possa apparire intuitivo pensare a una soluzione razionale, la ricerca della guarigione è spesso molto più complessa di quanto si immagini.

Sintomi comuni nelle condizioni depressive

Nel vasto capitolo delle depressioni si annoverano sintomi quali tristezza persistente, tendenza all’isolamento e perdita di interessi. Elementi comuni a molte di queste condizioni sono la pigrizia e la svogliatezza nel prendersi cura di sé.

Una patologia subdola e diffusa

La depressione è oggi una delle patologie più insidiose che affliggono le società occidentali. Di difficile diagnosi e tipizzazione, si manifesta spesso in modo subdolo e inibente, passando da uno stato di tristezza immotivata fino allo scadimento della voglia di vivere.

La persona depressa tende progressivamente a perdere il contatto con sé stessa e con gli altri. Spesso sono i familiari ad accorgersi del problema, poiché il paziente modifica abitudini e stili di vita, chiudendosi nel proprio malessere.

Cause e diffusione della depressione

La comparsa della depressione è spesso improvvisa e legata a fattori ereditari, endocrini, ambientali ed emozionali, oltre che a cambiamenti significativi nel contesto familiare e sociale, come il lutto.

La depressione non risparmia bambini e adolescenti. Colpisce una percentuale rilevante della popolazione, con una maggiore incidenza nel sesso femminile.

La prevenzione nella depressione

Quando si affronta il tema della depressione, ci si confronta con uno spettro sintomatologico molto ampio, che coinvolge l’equilibrio psicologico e fisico della persona, oscillando tra l’emozione primaria da J. Panksepp denominata “Tristezza” e l’estremità opposta della “Euforìa sine materia” e forme più disorganizzate del tono dell’umore.

In questo ambito multiforme di disforia si mimetizzano stati patologici come Malinconìa, Melancolìa (o atrabile, bile nera – come la chiamavano gli antichi medici -), Mestizia, Pessimismo persistente, Sfiducia nelle proprie possibilità, Inquietudine, Noia, Tedio, Malumore, Scoraggiamento, Nostalgìa, Paturnie, Scontentezza, Menefreghismo, Ipocondrìa, Tendenza a continue lamentazioni…

Depressione maggiore, prevenzione secondaria, farmaci e trattamento

Nella depressione maggiore o grave (Cod. 296.23 o F32.3) sono presenti almeno cinque di questi stati patologici in modo persistente. Si tratta di una condizione seria, che può evolvere verso forme di disabilità ingravescente (cfr. il mito del basilisco coniato in epoche remote dalla fantasia popolare).

La prevenzione secondaria, attuata subito dopo la diagnosi, può dare dei risultati sorprendenti; se non proprio di guarigione, almeno di netto miglioramento. I protocolli internazionali – in primis dell’FDA statunitense – suggeriscono di intervenire con un approccio integrato di farmaco-terapia e di psicoterapia.

La farmacopea ufficiale dispone oggi di numerosi rimedi efficaci. È tuttavia fondamentale che tali farmaci vengano prescritti da professionisti esperti, per evitare il rischio di trasformare la depressione nel suo opposto, come stati di euforia patologica o altre condizioni disfunzionali.

Presa in carico e trattamento

In questo Studio si pratica dapprima la ricognizione puntuale dei disturbi presenti nella persona per addivenire ad una presa d’atto incontrovertibile sullo stato di gravità della patologia la quale, spesso, se accompagnata dall’ansia, riesce a mimetizzarsi fino a nascondere i rischi – a volte davvero molto gravi – ai quali il/a paziente è esposto.

Si inizia lavorando sull’alleggerimento dei sintomi, con l’intento di spezzare il livello di severità obiettivabile raggiunto dalla malattia; la modalità psicoterapeutica d’elezione è quella cognitivo-comportamentale supportata, quando e se possibile, da una o più delle tecniche passanti per il corpo, tipo: il Rilassamento Progressivo di Jacobson, il T. A. di Schultz, l’EMDR, la Breath Therapy, l’Ipnosi.

Gli eventuali farmaci di prima linea sono quelli prescritti, di norma, dal Medico di Famiglia; se il/a paziente è già sotto cura specialistica psichiatrica si potrà procedere con la disassuefazione lenta, solo con l’avanzare tangibile del miglioramento, se e in quanto prodotto dalla psicoterapia.

Il ruolo del contesto relazionale nella cura

La terapia della depressione si fonda anche sul supporto comprensivo delle persone che vivono accanto al soggetto depresso. Incitamenti superficiali o rimproveri risultano non solo inutili, ma spesso dannosi.

Per avviare e sostenere il percorso di cura sono indispensabili due condizioni: la fiducia nel terapeuta e una motivazione adeguata del paziente.

L’assenza di uno di questi elementi compromette l’efficacia dell’intervento. La depressione richiede un lavoro condiviso, fondato su alleanza, continuità e responsabilità reciproca.

La relazione terapeutica in questo Studio rappresenta lo spazio in cui la sofferenza può essere riconosciuta, compresa e progressivamente trasformata, nel rispetto dei tempi e delle risorse individuali. L’assenza di uno di questi elementi compromette l’efficacia dell’intervento.

La depressione richiede un lavoro condiviso, fondato su alleanza, continuità e responsabilità reciproca. La condotta oppositiva di uno dei due attori porterebbe al fallimento certo del protocollo interventistico.

 

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