CARTA DEI SERVIZI SULLE PRINCIPALI PATOLOGIE TRATTATE

  • Malattie Psicosomatiche
  • Turbe comportamentali
  • Ansia
  • Depressione
  • Stress da lavoro
  • Difficoltà di coppia e/o familiari
  • Conflitti interiori ed emotivi
  • Crisi esistenziali
  • Controllo del dolore fisico e osteo-articolare
  • Insonnia
  • Sindromi neurodistoniche
  • Tics nervosi
  • Problematiche di coppia e/o di famiglia
  • Timidezza
  • Disordini della sfera sessuale (aejaculatio praecox, vaginismo etc.)
  • Reazioni psicofisiche anomale da climaterio maschile / menopausa
  • Dipendenze minori (tabagismo, gioco compulsivo, da internet et similia)
  • Difficoltà di apprendimento
  • Disturbi del comportamento alimentare (obesità o magrezza)
  • Blocchi psicologici nella comunicazione verbale e somatica

Le patologie descritte in questa disamina, raramente si manifestano a compartimenti stagno; più spesso s’intèrsecano tra di loro, rinforzandosi vicendevolmente; in alcuni casi fortunati, un sintomo compensa l’altro senza provocare nella persona un vero e proprio stato di disagio; ed è una delle ragioni per le quali qualcuno si tiene ben stretto il suo malessere e non intende disfarsene.

In altre rare condizioni, il soggetto si serve della propria sofferenza per trarne un beneficio, forse solo per attrarre su di sé l’attenzione di coloro che gli vivono accanto; ma qui non è semplice definire i confini tra teatralità, disturbi fittizi e patologia.

Uno dei terreni di più difficile esplorazione psicoterapeutica è quando il soggetto, inconsapevolmente, si auto-boicotta nelle azioni della normalità quotidiana.

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Ansia

Tra le definizioni tuttora valide c’è quella riportata nel vecchio trattato di Psichiatria di Romolo Rossini - Cappelli Editore, 1969 – pag. 142: “L’ansietà è priva di contenuto, anideica, libera e fluttuante, come nella nevrosi; oppure a contenuto immaginario come nelle psicosi, nella ipocondria, nelle fobìe (V. Porta)”. Più modernamente, possiamo dire che si tratta di un sintomo presente in una pluralità di stati alterati della psiche, sempre assai complessi. D’altro canto, non può esserci vita se non c’è ansia.

Infatti, in condizioni normali è garanzia imprescindibile affinché il soggetto sia costantemente in allerta, a tutela e difesa della propria incolumità. Quando, di fronte ad eventi contingenti, la percezione di disagio personale aumenta fino al punto da non essere più contenuta o tale da produrre altri sintomi fastidiosi come tremori, insonnia, facile affaticamento, eretismo etc., è bene parlarne con il proprio Medico di fiducia.

Se non si individua la causa scatenante e/o se non ci si pone rimedio con interventi razionali, – sempre secondo il Rossini – l’ansia sfocia nella  angoscia (che spesso va di pari passo con un sentimento di colpa) ed esprime il timore dell’annientamento del proprio corpo o della propria personalità, della disintegrazione dell’unità dell’io, della dissoluzione del sé (May; Cazzullo)”.

Articolo - L'ansia, tensione della psiche: un'esperienza didattica


Panico

Insorge come crisi di paura e il lemma deriva da PAN, creatura mitologica metà uomo e metà dio, quindi non degno di dimorare nell’Olimpo. Secondo la fantasia degli antichi Greci, aveva la capacità di mimetizzarsi nel bosco e di emettere urla poderose, in grado di spaventare gli incolumi passanti, senza essere mai visto.

Si parla oggi di attacchi di panico – panic attack/s o panic disorder in acronimo rispettivamente (PA/s) e (PD) – ad indicare un complesso fenomeno sintomatologico piuttosto diffuso, spesso sottostimato e, quindi, non curato (cfr. DSM: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). E’ solito esordire nel passaggio temporale tra adolescenza e prima età adulta ed ha una incidenza nettamente prevalente nella donna. Si stima che in Italia ne soffrano circa 10 milioni di persone.

Nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente ma, quando genera difficoltà tali da non riuscire a porvi rimedio con i comuni farmaci prescritti dal Medico di fiducia, è consigliabile rivolgersi ad uno Specialista, per liberarsene completamente.


Depressione

E’ un disturbo del tono dell’umore legato al complesso equilibrio dei mediatori chimici che trasmettono le informazioni all’interno della rete sinapsica neuronale: dopamina, serotonina, acetilcolina, adrenalina, nor-adrenalina, endorfine etc, con funzioni specifiche eccitanti e deprimenti (on/off). L’assetto generale delle matrici che producono questi speciali ormoni risente, innanzi tutto, dei fattori genetici. Inoltre, le sollecitazioni esterne (ambientali, sociali) ed endogene possono esaurire la funzionalità delle catene enzimatiche preposte al ciclo metabolico dei neurotrasmettitori stessi, fino al manifestarsi della malattia in tutte le sue forme e livelli di gravità.

Le depressioni minori, in specie le così dette reattive si risolvono con l’eliminazione della causa scatenante, quando ciò è possibile. Diversamente, occorre trovare una strategia affinché il soggetto accetti e metabolizzi mentalmente le conseguenze del/i fattore/i primari(o) sotteso/i alla sofferenza.

Qualcuno che ne soffre si inventa rimedi impropri (come lo scivolare nell’alcol, nel gioco d’azzardo, in abitudini voluttuarie varie) e il disagio anziché migliorare peggiora sempre di più, aggrovigliandosi in un  circolo vizioso senza via di uscita. Sembra intuitivo pensare ad una soluzione ragionata; invece, la ricerca della guarigione, a volte, è molto più complessa di quanto si possa immaginare.  

La farmacopèa ufficiale dispone, oggi, di molti rimedi efficaci ma è bene che questi siano prescritti da Professionisti preparati ed esperti per non far correre il rischio al paziente di trasformare la depressione nel suo opposto (euforia) o altro ancòra.

Nel vasto capitolo delle depressioni si annòverano: la tristezza, la tendenza all’isolazionismo, la perdita di interessi. Elementi comuni a tutte queste situazioni anomale sono: la pigrizia e/o la svogliatezza ad occuparsi di sé.

La Depressione è, oggi, una tra le malattie più insidiose che affliggono le Civiltà Occidentali. Di difficile diagnosi e tipizzazione, si manifesta in maniera subdola e inibente (il male oscuro). Va da uno stato persistente di immotivata tristezza, fino allo scadimento totale della voglia di vivere. Fa perdere il contatto con sé stessi e con gli altri. Spesso se ne accorgono i familiari, in quanto il paziente tende a chiudersi progressivamente nel suo malessere, cambiando abitudini e stili di vita.

La comparsa della malattia è subdola ed improvvisa. E’ legata a fattori ereditari, endocrini, ambientali, emozionali, a cambiamenti repentini all’interno della rete familiare e sociale come, ad esempio, accade a séguito del decesso di una persona cara. Non risparmia neppure bambini e adolescenti (cfr. DMS-IV-TR). Dal 10 al 15% della popolazione ne è afflitta, con maggiore prevalenza nel sesso femminile, ove si può arrivare a punte di incidenza anche del 25%.

La terapia per la depressione si fonda principalmente sul supporto di comprensione offerto da chi vive accanto alla persona depressa. Incitamenti del tipo “dàtti da fare… volere è potere… vedrai che tra un po’ ti passa… et similia…” sono assolutamente inutili se non dannosi, così dìcasi per rimproveri, improperi e punizioni varie.

La proposta terapeutica, in questo Studio, è la seguente: scegliere tra tutte le tecniche di approccio interpersonale quella più adatta ad ogni singolo paziente, con il progressivo guadagno sul campo del suo consenso e della sua adesione al programma relazionale costruito su misura per lui/lei.


Disturbo bipolare

Si parla di Disturbo Bipolare quando il tono dell'umore oscilla dalla depressione all'euforia senza alcuna motivazione logica, come accennato nel precedente paragrafo. In alcune situazioni, il problema si manifesta anche in assenza di stimoli esterni.

Chi ne soffre ha la netta percezione di essere sospinto/a da una forza compulsiva/misteriosa interiore che non riesce in alcun modo a controllare. Quando gli sbalzi di umore si presentano con ripetitività costante (come in un rituale programmato) si parla di Disturbo Ciclotimico.

Questi stati d'animo compromettono in maniera significativa la qualità di vita del paziente, sia nel lavoro che nei rapporti sociali e familiari; infatti, per contrastare o correggere questi tumultuosi stati d'animo (compreso il senso di frustrazione derivante dal fallimento dei tentativi non riusciti), chi ne soffre consuma una ingente quantità di bio-energie, non più disponibili per realizzare progetti proficui. Alcune manìe e alcuni pregiudizi sono così dominanti da annullare del tutto la sfera volitiva.

Prescinde completamente dal proprio quoziente intellettivo; ossia l'intelligenza da sola non basta per liberarsi dalla sudditanza psicologica generata da questa strana forza interiore ossessiva/compulsiva.

La Farmacopea Ufficiale offre al Medico dei validi prodotti terapeutici ma, a volte, gli effetti collaterali sovrastano i benefici ottenuti. Una buona psicoterapia condotta con esperienza ed empatia potrebbe rivelarsi risolutoria nella maggior parte dei casi. Si tratta di seguire percorsi endogeni inesplorati, spesso contorti e contraddittori per strutturare, con il consenso informato, una metodologia vincente capace di poter padroneggiare gli sbalzi di umore, con la messa a punto di schemi comportamentali nuovi e personalizzati. Ci sono delle ovvie difficoltà da superare, specie durante le prime sedute; con impegno e dedizione ci si può riuscire, premiati da enormi soddisfazioni per Paziente e Terapeuta.


Disturbo post-traumatico da stress

La caratteristica di questa tipologia di disagio [cod. 309.81] è di svilupparsi in séguito e per causa di un evento molto grave che comporti spesso la morte di una persona cara o la minaccia di morte per sé.

Chi ne soffre tende ad attribuirsi complessi di colpa e/o di inadeguatezza per le circostanze nelle quali è maturato l’evento; altre volte si associa alla fobìa, in tutte le sue variegate manifestazioni. Genera improvvisi mutamenti della condotta comportamentale e delle abitudini di vita fino a indurre la persona ad assumere decisioni, spesso, d’ìmpeto, perciò foriere di altri e più gravi traumi psichici. Può essere ad esordio acuto, cronico o ritardato.

Sindrome da stress lavorativo: proposta di un Progetto-Obiettivo

Relazione presentata al Convegno Mal–Essere da stress lavoro-correlato


Insonnia

Come esempio paradigmatico si prèndano le risultanze di un recente Studio (20/02/2015) condotto su un vasto campione di popolazione presso l’University of Chicago Medical Center e pubblicato su DIABETOLOGIA organo ufficiale dell’EASD (European Association for the study of Diabetes).  Secondo la Prof. ESRA TASALI, conduttrice della Ricerca, esiste una correlazione diretta (per fortuna reversibile) tra ore di sonno perduto, aumento di peso e diabete di tipo 2. Infatti, il dormire poco altera tutta una serie di meccanismi ormonali, con conseguente aumento degli acidi grassi circolanti e lenta induzione di uno stato di insulino-resistenza.

In commercio ci sono farmaci molto validi per curare questo sintomo ma, qualche volta, gli effetti collaterali sono piuttosto sgradevoli. Un ciclo di psicoterapia breve centrata: a) sulla ricerca con auspicabile rimozione dei motivi sottesi all’insonnia e b) sull’apprendimento di tecniche facilitanti l’abbandono tra le braccia di Morfeo, consente di superare questo disagio così fastidioso per una buona qualità della vita.


Altre condizioni di disagio causate dallo stress

Queste condizioni non sono codificate in DSM. La percezione di malessere causato da traumi minori non è sempre proporzionale all’entità del fattore scatenante, in quanto il modo di sentire è legato al livello di suscettibilità personale e alla capacità individuale di affrontare e superare le difficoltà della vita.

Ecco alcuni esempi: la separazione coniugale, genitoriale, filiale e/o amicale; la perdita del lavoro; il mobbing; il pensionamento; il burn out; un debito superiore alle disponibilità del momento; una multa di una certa entità; umiliazioni subìte; una condanna; il senso di impotenza nel non sapere come fronteggiare situazioni che all’improvviso si presentano difficoltose; un incidente; una malattia propria o di un familiare, specie se bisognevole di ricovero ospedaliero.

Il nostro sistema immunitario è strutturato in modo da riuscire a metabolizzare gli eventi stressanti grazie ad un sofisticato equilibrio endogeno in grado di autorigenerarsi anche dopo esaurimento funzionale (omeòstasi). Quando ciò non avviene, occorre rivolgersi ad un Professionista, come per taluni traumi dell’infanzia rimasti sepolti sotto la cenere dell’inconscio; in questi casi, l’ipnosi regressiva consente di rivivificare condizioni assopite dal tempo ed elaborarle con la parte logica della mente. L’esperienza osservazionale insegna che la razionalità ed il libero arbitrio, se sospinti dalla volontà e da un pizzico di ottimismo, sono in grado di attivare, nella regione corticale, circuiti neuronali rimasti inoperosi, ma capaci di riprogrammarsi per progetti nuovi, atti a superare qualsiasi difficoltà.