LUCI SULL'INCERTEZZA

1. SUPERARE QUELLA SOGLIA (CONTINUAZIONE)

Si comincia a verbalizzare con il Terapeuta sui sintomi notori e, di solito, meno accettati; dopo la prima sintetica ricognizione, ci si cala tra gli anfratti del sommerso, del meno appariscente, delle rigidità, degli ostacoli, delle incrostazioni consolidate dal e nel tempo.

Il Professionista osserva l’orizzonte e studia la rotta da seguire tra i 4 punti cardinali della bussola della Salute secondo le definizioni maggiormente condivise a livello sanitario: Il corretto ed armonico equilibrio tra lo stato di benessere Fisico, Psicologico, Sociale e Spirituale. La sofferenza dell’uno si ripercuote inevitabilmente sugli altri quadranti esistenziali e le sedi dell’Io, della Personalità, delle Emozioni non sono posizionate al centro di una superficie piana, ma di una sfera dai contorni incerti e, spesso, evanescenti verso l’infinito. E’ desiderio legittimo di ognuno poter vivere a contatto di persone affettuose, calde, avvolgenti come l’utero materno; nella realtà, è l’individuo a doversi adattare all’ambiente circostante, mutevole, intrigante, bellicoso; il Terapeuta provvede ad illuminare gli angoli più oscuri del percorso, ad offrire un appoggio durante il cammino, seppur limitato agli spazi ed ai tempi dedicati delle sedute, ma l’ansia e le flessioni di umore restano in agguato; il disagio si tramuta in tormento e si rivela frustrante, logorante, schiacciante. E’ il momento della svolta. Se il pz aprirà un credito di fiducia, il Terapeuta lo riterrà un dono prezioso ed assai speciale, con un unico grande rischio, può essergli ritirato da chi glie lo ha concesso; ed è qui che si gioca la delicata partita della nascita dell’empatia e della conseguente alleanza terapeutica.

2. PRIMI PASSI

Lo Psicoterapeuta non è un giudice, bensì un esploratore; è una persona come il/la paziente, carico di attese, con in più un training personale e di esperienza in orientamento nei complessi e tortuosi passaggi del labirinto mentale. Si metterà alla ricerca delle parti sane e, appena le avrà individuate, ne discuterà con il/la paziente, lasciandogli/le tempi e modi per valutarne consistenza e tenuta; scoperti almeno due solidi punti di appoggio, vi comincerà a costruire un ponte terapeutico sul quale poter in seguito transitare in sicurezza, passando al di sopra delle asperità rilevate, come avviene nei momenti di tristezza immotivata, vergogna, instabilità emotiva, paura di affrontare gli altri e di tant’altre manifestazioni di un disagio interiore di cui non si sa come venire a capo; all’inizio non sarà facile, ed occorre una carica forte di perseveranza nel provare e riprovare. Alcuni percorsi, dapprima inaccessibili, diventano col tempo meno impervi e, se il coraggio pian piano viene fuori, si cominciano a intravvedere le prime possibili vie d’uscita; fino a quando non appare chiara la vera soluzione del problema, unica e legata di norma a scelte molto importanti da compiere, come in una difficile scalata. Il resto viene da sé dopo, quasi spontaneamente, come, ad esempio, l’apprendimento delle tecniche più adatte per decodificare e correggere i messaggi negativi non verbali trasmessi dal corpo, fonti di inspiegabili sofferenze psicosomatiche.

3. DURATA

Si tenga presente che le prime 4-5 sedute servono per la presa di conoscenza dei problemi e per l’elaborazione del patto terapeutico; l’abbandono anticipato avrebbe il sapore di una sconfitta. Qualcosa si comincia a muovere dal 5° - 6° incontro in poi. Molto dipende dalla disponibilità del/la pz al cambiamento di stili di vita errati; verranno insegnate alcune modalità per controllare e possibilmente vincere l’ansia, per saper voltare le spalle a quella, a volte inspiegabile, tristezza di fondo che tiene in costante stato di prigionìa le risorse migliori del soggetto sofferente, forse bloccate da un episodio del passato più o meno rimosso nell’inconscio, da un’emozione sospesa, da un desiderio represso o forse da qualsiasi altro stato d’animo di cui non si ha ancòra piena consapevolezza. Verso il 15° incontro, seguendo la cadenza settimanale, si chiude di solito un ciclo di psicoterapia breve. In quel momento si rifà il punto e si decide se e come proseguire. Le eventuali necessità successive si percepiscono insieme, e il nuovo setting terapeutico viene sempre deciso seguendo le norme del consenso informato.

4. GARANZIE

Ogni seduta è un storia a sé stante. Il paziente può recedere dal percorso psicoterapeutico in qualsiasi momento, a sua insindacabile discrezione.

Nello Studio è attivo un protocollo conforme alle vigenti normative in materia di “Privacy” e protezione dati personali con relativi adempimenti, in ottemperanza ai disposti del D.Lgs. 196/’03 e successive integrazioni e modificazioni.

Con Decreto prot. n° 98 del 27/04/2009, Il Direttore dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto ha rilasciato al Dott. R. Cacciacarne l’Attestazione di Idoneità al Sistema di Qualità Regionale per lo Studio di Psicoterapia situato in Verona – Via A. Gramsci n° 5 - ex D.G.R. Veneto n° 2849/2006. Si tratta di un importantissimo riconoscimento qualitativo per le attività ivi praticate e per le caratteristiche dello Studio. Il paziente, dal canto suo, accede allo sgravio fiscale degli onorari, all’atto della compilazione del mod. 730 o UNICO nella misura del 19%, e/o dei rimborsi previsti da alcune polizze assicurative private.